C’ERA UNA VOLTA

La Valle d’Aosta è una regione che adoro ed è la mia seconda casa ormai da tanti anni.

Amo tutto di lei, le sue montagne altissime scintillanti di neve e Sua Maestà il Monte Bianco, la montagna più alta e più bella d’Europa, i suoi paesini arroccati con i tetti in pietra, il fiume Dora, impetuoso d’estate allo sciogliersi delle nevi, la natura bellissima in ogni stagione, e la sua ottima cucina, ricca di prodotti e piatti tipici ma anche di vini incredibilmente buoni.

L’assiette valdotaine, piatto di salumi tipici come la mocetta, il lardo di Arnad ed il “boudin”

Qui ci sono le stazioni sciistiche più rinomate d’Italia, da La Thuile con le sue piste emozionanti e amatissime dagli sciatori esperti, a Courmayeur, località chic meta di molti vip, a Cervinia con le sue nevi perenni.

Per chi ama i panorami mozzafiato e le emozioni forti come tralasciare la nuova SkyWay, esperienza unica che grazie ad una nuovissima cabinovia ti porta ad ammirare da vicino il Monte Bianco e la meraviglia della Mer de Glace, il suo maestoso ghiacciaio.

SkyWay – Punta Hellbronner

Ma tanti non sanno che in Valle d’Aosta ci sono oltre 100 castelli disseminati lungo tutto il suo territorio e che sono stati costruiti in varie epoche. Alcuni sono poco più che ruderi, altri sono conservati ma non visitabili ma molti sono accessibili al pubblico e offrono ai turisti una suggestione storica unica. Eccone alcuni.

Il Castello di Fénis è il più noto fra i castelli valdostani, è uno dei massimi esempi di architettura militare e civile dei secoli XIV e XV. Ha un aspetto austero che contrasta con gli interni raffinati ed eleganti, segno dell’agiatezza e della cultura dei suoi inquilini. Si accede al maniero passando attraverso una torre quadrata che aveva una saracinesca per sbarrare l’androne in caso di pericolo. La visita al pianterreno si sviluppa attraverso la sala d’armi, il refettorio per soldati e servitori, la dispensa e la cucina dotata di un grosso camino.
Si prosegue salendo al primo piano, dove si osservano la cappella con l’annessa sala di rappresentanza, la camera domini, la cucina nobile, la sala da pranzo dei signori e la sala di giustizia. Il percorso si conclude nel cortile interno, con lo scalone semicircolare sovrastato dal pregevole affresco raffigurante San Giorgio che uccide il drago; alzando lo sguardo al piano superiore si possono ammirare le balconate in legno decorate da un gruppo di saggi e di profeti recanti dei cartigli sui quali si leggono proverbi e sentenze morali in antico francese.

Il castello di Fènis
Castello di Fènis – Cortile interno

 

 

 
Il castello di Issogne, riedificato fra il 1490 ed il 1510 dalla famiglia Challant, è stato ristrutturato nel primo ‘900 e oggi possiamo vederlo in tutto il suo splendore.
Entrando nel palazzo ci si trova nel cortile con la famosa fontana del melograno, si prosegue verso l’androne decorato dalle pregevoli lunette, raffiguranti il corpo di guardia, la bottega del beccaio e del fornaio, il mercato di frutta e verdura, il sarto, lo speziale e il pizzicagnolo.
In seguito, si procede alla visita dell’interno del castello: al pianterreno, la sala da pranzo, la cucina, e la sala baronale, in cui si possono ammirare un bel camino in pietra recante sulla cappa lo stemma dei Challant; al primo piano, la cappella, dalle volte a ogiva finemente decorate, con affreschi alle pareti e con l’altare gotico in legno intagliato e dorato adorno di un trittico fiammingo e la camera della Contessa, con l’oratorio ornato di pitture; al secondo piano, la stanza detta “del re di Francia”, con il soffitto a cassettoni decorato da gigli e un camino che reca sulla cappa lo scudo della dinastia francese dei Valois, e quella detta dei “Cavalieri di San Maurizio” con il bel soffitto a cassettoni su cui è dipinta la croce di quest’ordine.
A poca distanza dal castello sorgono ancora i ruderi della colombaia.

Il castello di Issogne
Il castello di Issogne – Camera padronale

 

 

 

 

In stile neo-gotico, secondo il gusto del tempo, e circondato da un ampio giardino con serre e fontane: è il Castello di Baraing a Pont-Saint-Martin, interamente restaurato e sede della Comunità Montana Mont Rose.

Il castello di Baraing

Il castello di Aymaville e’ un tipico maniero della media Valle d’Aosta, si trova su una collinetta morenica, e l’edificio ha una pianta quadrangolare, al posto degli angoli quattro torri cilindriche, che lo rendono il tipico castello delle fiabe.
Le sue origini risalgono al XII secolo ed è stato ripetutamente rimaneggiato, mutando la sua destinazione da quella difensiva a quella di elegante dimora signorile all’interno di un grande parco.

Castello di Aymaville

E poi abbiamo i castelli di Saint Pierre, di Sarre, di Verres, ed il Castello di Savoia a Gressoney-Saint-Jean,  circondato dal bosco e dai colori di un giardino roccioso alpino, che fu splendida  residenza estiva della regina Margherita di Savoia, per finire con il forte di Bard, che dopo un lungo periodo di abbandono è stato totalmente restaurato con interventi ispirati al design e al recupero conservativo: è stato aperto ai visitatori nel gennaio 2006 e attualmente ospita esposizioni di arte antica, moderna, contemporanea e di fotografia. Il Forte è inoltre sede di tre percorsi permanenti: Il museo delle Alpi, Alpi dei ragazzi e Le prigioni, oltre a un quarto in corso di completamento (Il museo del Forte).

Il forte di Bard

Io vi consiglio di non perderveli: andare a vedere il sito www.lovevda.it dove troverete degli interessanti itinerari per visitare queste meraviglie.

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