Nel mondo della cosmetica e della bellezza, il linguaggio si arricchisce sempre più di termini beauty stranieri, in particolare inglesi e francesi. Questi vocaboli non sono solo una moda, ma spesso indicano tecniche, trattamenti o prodotti specifici che non hanno una traduzione diretta o immediatamente riconoscibile in italiano.
Vi faccio alcuni esempi pratici. Sapete quando si usa il baking? Oppure come si fa ad ottenere un look glow? O in quali occasioni è bene usare una sheet mask? Ma soprattutto … cosa significano esattamente questi termini???
In passato ho pubblicato un articolo dedicato alle fashion addicted, dove ho esplorato in modo approfondito il linguaggio della moda. In questo articolo invece mi rivolgo alle beauty addicted e vi elenco i principali termini stranieri nel linguaggio della bellezza, cosa significano e quando vengono utilizzati. Spero che vi sarà utile per muovervi in modo più consapevole e immediato nel meraviglioso, profumato e colorato mondo della bellezza. Cominciamo!
I TERMINI BEAUTY – L’ABC
Dalla A alla C
- Ampoule: sta ad indicare una piccola fiala altamente concentrata con principi attivi specifici, usata nella skincare coreana per trattamenti intensivi.
- AHA (Alpha Hydroxy Acids): sono fra i più utilizzati acidi esfolianti (come ad esempio l’acido glicolico o l’acido lattico) che rimuovono le cellule morte migliorando luminosità e texture (che vedremo in seguito cosa significa).
- BB Cream (Blemish Balm Cream): è una crema multifunzione che ha la capacità di idratare, proteggere dal sole ed uniformare l’incarnato allo stesso tempo. Molto utile in estate o quando si va in vacanza al mare per pochi giorni.
- Blush: è un altro termine con cui si intende il fard (o phard), il cosmetico per dare colore alle guance che senz’altro conoscete ed usate tutte.
- Baking: con questo termine ci si riferisce ad una tecnica specifica di make up che prevede l’applicazione abbondante di cipria trasparente per fissare la base del trucco e renderla più stabile, creando allo stesso tempo un effetto opaco e levigato.
- Booster: letteralmente “potenziatore”, ossia un prodotto concentrato che si aggiunge alla skincare per amplificarne e velocizzarne gli effetti. E’ spesso ricco di principi attivi come l’acido ialuronico e la vitamina C.
- CC Cream (Color Correcting Cream): è una crema colorata che corregge le discromie e le imperfezioni della pelle uniformandone aspetto e tono. Resistente e a lunga tenuta, è molto indicata per pelli mature, grasse e/o miste.
- Cleanser: è un detergente che rimuove efficacemente i residui di trucco, sebo, sporco e impurità, preparando la pelle per il resto della skincare routine. Esistono diverse tipologie di cleanser, adatte a differenti esigenze, come ad esempio per pelli sensibili, grasse o miste.
- Contouring: è una tecnica di make up che sfrutta luci ed ombre del viso per ridefinirne i lineamenti, soprattutto zigomi, naso e mandibola. Si applicano prodotti scuri per creare le ombre e rimodellare alcune zone del viso e prodotti chiari per illuminarne e porne in risalto altre.
Dalla D alla F
- Double cleansing: è una tecnica di pulizia del viso facente parte della skincare coreana, e consiste in due passaggi di detersione, il primo a base di olio ed il secondo a base di schiuma o gel, per una pulizia della pelle più profonda ed accurata.
- Dry brushing: è un trattamento del corpo che consiste in una spazzolatura a secco che esfolia la pelle e stimola la circolazione.
- Essence: anche questo termine deriva dalla skincare coreana e indica un trattamento leggero, a metà strada tra toner e siero, dalla consistenza leggera ed acquosa, usato per idratare e preparare la pelle agli step successivi potenziando l’efficacia dei prodotti.
- Finish: questo termine si riferisce all’effetto finale o alla finitura che un determinato prodotto ha sulla pelle. Può essere opaco, satinato, brillante o naturale, indica la sua capacità di riflettere la luce e la sua consistenza al tatto. E’ una delle caratteristiche più importanti da considerare in un prodotto perchè influenza notevolmente il risultato finale del make up.
- Foaming cleanser: è un tipo di detergente schiumogeno, molto indicato per pelli miste o grasse perchè leggero e non oleoso.
- Feathered brows: è una tecnica per pettinare le sopracciglia verso l’alto, spesso usando saponi o gel, creando un effetto folto e naturale, simile a piume e meno perfetto rispetto alle sopracciglia definite.
Dalla G alla K
- Glow: è un effetto luminoso, naturale e sano della pelle. Si ottiene con prodotti che valorizzano l’incarnato anzichè coprirlo con un make up spesso.
- Gloss: letteralmente “lucidalabbra”, ossia prodotto trasparente per labbra ad effetto brillante e bagnato, che può essere neutro o colorato. Si può usare da solo o sopra il rossetto per un tocco extra di luminosità.
- Glass skin: altro termine derivante dalla skincare coreana, indica non tanto un prodotto quanto una filosofia che influenza un tipo di trucco che rende la pelle ultra luminosa, uniforme, perfettamente idratata, liscia e quasi trasparente, come appunto il vetro.
- Hydrating mist: è una nebbia idratante da nebulizzare durante la giornata ed ha il solo scopo di rinfrescare ed idratare la pelle, senza alcun altro effetto e senza occlusione. Molto indicata per le pelli sensibili o grasse.
- Highlighter: è un prodotto make up con tonalità chiare, che si applica su determinate zone del viso come zigomi, fronte, ponte del naso ed angolo interno degli occhi per enfatizzare e creare punti di luce. E’ disponibile in polvere, in crema, liquido o in stick e l’effetto finale è fresco e luminoso.
- K-Beauty: già nominata in precedenza, è la famosa routine cosmetica coreana famosa per i suoi vari step e per i prodotti innovativi, che punta ad una pelle naturalmente sana e luminosa piuttosto che ad un make up coprente ed appariscente.
Dalla L alla N
- Lip tint: tinta per labbra dalla consistenza sottile ed acquosa, che una volta asciutta rilascia un colore tenue e duraturo, dal finish naturale ed opaco. Il vantaggio rispetto al rossetto è che è più facile da sfumare e non necessita di ritocchi.
- Lifting: nello specifico è un trattamento estetico o chirurgico che serve per sollevare e tonificare i tessuti del viso. Il termine “effetto lifting” si riferisce anche a cosmetici che hanno un effetto tensore e levigante che però ovviamente ha una durata limitata nel tempo ed un’efficacia minore.
- Layering: è una tecnica di stratificazione di prodotti skincare con un ordine ben preciso che mira ad ottenere un determinato effetto.
- Matte: è un effetto vellutato, opaco e privo di lucentezza che si ottiene con prodotti skincare e make up specifici.
- Micellar water: è una soluzione detergente senza risciacquo e a base acquosa, a base di micelle (piccole particelle lipidiche) che intrappolano le impurità. Molto efficace per rimuovere trucco e sebo in modo delicato e per purificare la pelle.
- Make up: questa è facile! Ormai sostituisce quasi sempre il termine “trucco” ed indica tutto ciò che lo riguarda: fondotinta, rossetto, ombretto, ecc.
- Nude: indica prodotti make up come rossetti, ombretti e smalti dalle tonalità molto delicate e simili al colore della pelle. In generale indica anche un make up specifico che punta a valorizzare la naturale bellezza del viso che appare quasi senza trucco, fresco e luminoso.
Dalla O alla R
- Overnight mask: è una maschera viso notturna, ricca e penetrante, da tenere in posa tutta la notte e che nutre, lenisce ed idrata intensamente.
- Patch: si tratta di piccole toppe adesive in gel o tessuto o cerotti, imbevute di principi attivi ed utilizzate per trattare zone specifiche del viso e del corpo. Ad esempio le eye patch trattano il contorno occhi, mentre le patch per brufoli riducono l’infiammazione ed accelerano la guarigione.
- Primer: è una base trasparente o leggermente colorata che si applica prima del fondotinta e serve ad uniformare la pelle, ridurre l’aspetto dei pori, minimizzare le imperfezioni e creare una superficie liscia per migliorare la resa e la tenuta del make up.
- Peeling: trattamento che serve a rimuovere le cellule morte della pelle usando prodotti specifici. Esiste di vari tipi, i più conosciuti sono l’enzimatico (a base di enzimi naturali), il chimico (a base di acidi come il glicolico o il salicilico) e il meccanico (a base di particelle abrasive come zuccheri o noccioli finemente tritati). Dopo questo trattamento la pelle risulta particolarmente luminosa e compatta.
- Plumping: è un termine che sta ad indicare un effetto particolarmente rimpolpante dei componenti di alcuni prodotti per labbra (ad es. il peperoncino) o antiage (ad es. l’acido ialuronico).
- Roll-on: applicatore a sfera utilizzato per particolari prodotti, come ad esempio oli, contorno occhi, lucidalabbra e deodoranti.
Dalla S alla T
- Sheet mask: anche questo prodotto è tipico della skincare coreana ed è una maschera in tessuto imbevuto di siero, molto idratante e pratica anche da portare in viaggio.
- Setting spray: è uno spray fissatore che ha la capacità di eliminare l’effetto polveroso del make up e di fondere tutti gli strati dei prodotti applicati, migliorando l’aspetto e la durata del trucco.
- Skincare: secondo termine facilissimo! Indica l’insieme di tutti i prodotti e trattamenti dedicati alla pelle del viso ma anche del corpo e comprende ad esempio la pulizia, l’idratazione, l’esfoliazione e la protezione solare.
- Smokey eyes: tecnica di make up che utilizza ombretti scuri e matite per ombreggiare la palpebra mobile e sfumare i colori verso l’esterno. L’obiettivo è ottenere un “effetto fumo” che dona intensità e profondità allo sguardo.
- Swatch: questa invece è difficile! Il termine indica la prova colore di un prodotto direttamente sulla pelle o su un tassello di carta.
- T-zone: zona del viso a forma di T che comprende fronte, naso e mento e che è solitamente più grassa o soggetta a lucidità e che è spesso citata in prodotti specifici per questo tipo di problematiche.
- Tinted moisturizer: crema idratante da giorno che presenta una leggera colorazione e che dona un look estremamente naturale.
- Toner: letteralmente “tonico”, una soluzione cosmetica a base acquosa o idroalcolica, che serve a riequilibrare il Ph della pelle dopo la detersione quotidiana del viso.
Dalla U alla Z
- Vegan: indica tutti i prodotti cosmetici che non contengono ingredienti di origine animale e che non sono testati sugli animali. Assicuratevi sempre di controllare che i prodotti che scegliete abbiano a cuore i nostri migliori amici ❤
- Waterproof: questo termine indica tutti i prodotti resistenti all’acqua, e lo troverete nei mascara, negli eyeliner, nel fondotinta ma anche nelle creme solari.
- Whitening: è una parola non molto usata in cosmetica salvo per quei prodotti (soprattutto coreani) che servono ad eliminare le macchie cutanee o a schiarire la pelle. Più frequentemente si trova per indicare particolari dentifrici ad azione sbiancante.
- Zone therapy: tecnica che mira a correggere le imperfezioni del viso e a modellarne i contorni utilizzando il trucco in modo da creare un effetto di lifting e definizione, con un effetto 3D che modifica la percezione delle forme del viso e dei suoi difetti.
Tutti questi termini sono ormai entrati nel vocabolario comune della bellezza e vengono utilizzati nei negozi, nelle etichette e nei tutorial. Comprenderli vi permetterà non solo di comunicare meglio con professionisti e beauty lover, ma anche di fare scelte più informate per la vostra beauty routine.




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