Oggi vi parlerò degli interferenti endocrini nei cosmetici: cosa sono, dove si trovano e come evitarli. Lo farò utilizzando come base un interessante articolo di Freshly Cosmetics, un’azienda di validissimi cosmetici naturali che, se mi seguite da un pò, sapete che utilizzo e promuovo.
Ogni giorno usiamo creme viso, sieri, detergenti, shampoo, deodoranti, trucchi, profumi e prodotti solari. Proprio perché sono utilizzati frequentemente, negli ultimi anni è cresciuto l’interesse nei confronti di alcune sostanze chimiche in essi contenute che possono interferire con il sistema endocrino, ossia la complessa rete di ormoni che regola numerose funzioni dell’organismo. Si parla dunque di interferenti endocrini.
Alcune ricerche hanno studiato possibili associazioni tra esposizione a determinate classi di interferenti endocrini, in particolare ftalati, parabeni e bisfenoli, e aspetti dell’invecchiamento riproduttivo e della menopausa. Ma associazione non significa automaticamente causa-effetto. Per questo motivo, più che chiedersi se un cosmetico sia genericamente “tossico”, è importante imparare a leggere l’INCI, riconoscere alcune categorie di ingredienti e ridurre le esposizioni non necessarie. Ed è ciò di cui parleremo oggi.
GLI INTERFERENTI ENDOCRINI
Che cosa sono?
Gli interferenti endocrini sono sostanze naturali o artificiali in grado di interferire con il nostro sistema ormonale. Non agiscono come un ingrediente tossico classico, che provoca un danno immediato ed evidente. Il loro modo di agire è di solito più “silenzioso”: possono bloccare, imitare o modificare l’azione di un nostro ormone, alterarne la produzione o il metabolismo ed interferire sui recettori attraverso cui gli ormoni comunicano con le cellule.
Vi faccio un esempio facile: immaginate il vostro corpo come un sistema che funziona in base a determinati segnali. Gli ormoni sono messaggeri che dicono a ogni organo cosa fare e quando. Ecco, un interferente endocrino introduce una sorta di “segnale falso”, l’organismo lo interpreta come se fosse un reale e di conseguenza prende decisioni biologiche basandosi su informazioni sbagliate.
Per capire l’importanza di questo contenuto dovete ricordare che il sistema endocrino comprende organi e tessuti come tiroide, ipofisi, ovaie, testicoli, ghiandole surrenali, pancreas e altri tessuti coinvolti nella regolazione ormonale. Va anche specificato che l’utilizzo di una sostanza con attività endocrina non provoca automaticamente un danno alla salute. Per valutarne il rischio reale bisogna considerare almeno il tipo di sostanza, la concentrazione della stessa nel prodotto, il tipo e la quantità di prodotto utilizzati, la frequenza ed il modo d’uso e l’esposizione complessiva proveniente da altre fonti.
Gli interferenti endocrini arrivano fino a noi attraverso tre vie principali:
- Per ingestione: attraverso alimenti, bevande, residui presenti negli imballaggi e bottiglie di plastica.
- Per via respiratoria: attraverso polvere domestica, inquinamento ambientale e particelle rilasciate da alcuni dispositivi elettronici.
- Per via cutanea: soprattutto attraverso cosmetici e prodotti per l’igiene.
L’esposizione continuata è stata associata a alterazioni tiroidee, problemi di fertilità, disturbi metabolici, infiammazione persistente, stanchezza cronica e alterazioni dello sviluppo.
Perché sono usati se possono essere nocivi?
I cosmetici rappresentano una possibile fonte di esposizione perché sono applicati direttamente sulla pelle, sulle labbra, sui capelli o sulle mucose e, in alcuni casi, possono essere inalati accidentalmente sotto forma di spray. Una ricerca dedicata proprio agli interferenti endocrini nei cosmetici ha individuato diverse categorie di sostanze di interesse, tra cui alcuni filtri UV, ftalati, muschi sintetici, parabeni e agenti antimicrobici. Ma li vedremo in seguito nel dettaglio.
La stessa ricerca sottolinea però che alcune sostanze possono essere state successivamente limitate o vietate. Questo è importante perché una lista trovata online qualche anno fa può essere oggi non più attendibile. La normativa europea sui cosmetici, infatti, è aggiornata sulla base delle nuove valutazioni scientifiche. Ma la maggior parte di queste sostanze non è vietata: il loro utilizzo è regolamentato e soggetto a precise limitazioni. In altre parole, possono essere utilizzate legalmente, purché rispettino determinate concentrazioni.
Ma cosa accade quando una persona è esposta a queste sostanze attraverso prodotti diversi che utilizza ogni giorno? Può verificarsi l’“effetto cocktail”, ossia una sostanza può essere sicura alle concentrazioni previste per un singolo prodotto, ma l’esposizione complessiva può aumentare quando la stessa sostanza è presente in più prodotti utilizzati quotidianamente. Oppure si verifica il bioaccumulo, e cioè alcuni composti tendono ad accumularsi nell’organismo, così che ciò che sembra innocuo in un’esposizione isolata si somma nel corso del tempo diventando potenzialmente nocivo. Dobbiamo dunque fare attenzione a questi aspetti.

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Quali sono gli ingredienti cosmetici da conoscere?
Non esiste una singola “lista nera” universale degli interferenti endocrini nei cosmetici. Alcune sostanze sono vietate nell’Unione Europea, altre sono consentite solo entro determinate concentrazioni e condizioni d’uso, altre ancora sono state oggetto di valutazioni scientifiche perché presentano proprietà endocrine potenziali o accertate. Ecco le categorie che vale la pena conoscere.
Parabeni
I parabeni sono conservanti utilizzati per impedire la proliferazione di microrganismi nei cosmetici. Nell’INCI possono comparire, per esempio, con nomi come Methylparaben, Ethylparaben, Propylparaben, Butylparaben. Il loro interesse dal punto di vista endocrino deriva soprattutto dalla loro attività estrogenica dimostrata.
Se desiderate ridurre prudenzialmente l’esposizione, potete scegliere prodotti paraben-free, soprattutto quando avete a disposizione un’alternativa equivalente, anche se non è corretto dire che ogni cosmetico contenente un paraben sia automaticamente pericoloso o cancerogeno.
Ftalati
Gli ftalati sono una famiglia molto ampia di sostanze. Storicamente alcuni sono stati utilizzati come plastificanti e altri possono essere presenti in prodotti cosmetici o associati a profumi e materiali di confezionamento. Tra quelli più conosciuti troviamo il Diethyl Phthalate (DEP), il Dibutyl Phthalate (DBP) ed il Diethylhexyl Phthalate (DEHP).
La situazione normativa europea è però cambiata molto nel tempo e diversi ftalati sono vietati o fortemente limitati, perchè giudicati con impatto sull’asse riproduttivo. Per esempio, il Dibutyl Phthalate è incluso tra le sostanze proibite nei cosmetici dell’UE. Questo porta a una conclusione pratica importante: non basta cercare la parola “phthalate” ma bisogna verificare il nome specifico dell’ingrediente.
Filtri solari e sostanze con attività endocrina
Questa è una delle categorie più interessanti e anche una delle più facilmente fraintese. Alcuni filtri UV organici sono stati studiati per le loro possibili proprietà endocrine. Tra le sostanze che hanno ricevuto attenzione scientifica troviamo, per esempio, l’Homosalate e l’Octocrylene, nonché alcune sostanze della famiglia delle benzofenoni.
L’homosalate è stato oggetto di una valutazione specifica da parte dello SCCS (Scientific Committee on Consumer Safety) , che lo ha considerato non sicuro come filtro UV nella concentrazione fino al 10% valutata. Anche l’octocrylene è stato sottoposto alla medesima valutazione ma è stato considerato sicuro come filtro UV fino al 10% nelle condizioni specificate nella valutazione. Quindi il fatto che una sostanza sia stata valutata come possibile interferente endocrino non significa automaticamente che sia vietata o pericolosa in qualunque concentrazione. È una distinzione che vale la pena sottolineare.
Benzofenoni
La famiglia delle benzofenoni merita particolare attenzione perché comprende sostanze differenti, che non devono essere messe tutte nello stesso calderone. Nel 2025 lo SCCS ha pubblicato una valutazione specifica di Benzophenone-2 (BP-2) e Benzophenone-5 (BP-5).
Per il Benzophenone-2, il Comitato ha indicato un possibile rischio per il consumatore associato alle indicazioni di genotossicità e attività endocrina e ha sottolineato la necessità di ulteriori dati tossicologici. Per il Benzophenone-5 lo SCCS ha invece formulato una conclusione di sicurezza nelle condizioni d’uso considerate.
Triclosan e altri antimicrobici
Il Triclosan è un agente antimicrobico che in passato è stato utilizzato in diversi prodotti per l’igiene personale. È stato studiato anche per le sue possibili proprietà endocrine ed incluso tra le sostanze sottoposte a valutazione dello SCCS sugli ingredienti cosmetici con potenziali proprietà di interferenza endocrina perchè associato a interferenze tiroidee e con elevato impatto ambientale.

Il Triclosan si trova comunemente in alcuni dentifrici (Pixabay)
Profumi e fragranze: un capitolo a parte
Quando nell’INCI troviamo le parole Parfum oppure Fragrance non stiamo leggendo l’elenco completo di ogni molecola odorosa presente nella formulazione. Alcune molecole profumanti possono inoltre essere soggette a specifici obblighi di dichiarazione in etichetta. La normativa europea stabilisce soglie oltre le quali determinate sostanze profumanti, come ad esempio il limonene ed il citral, devono essere indicate individualmente nell’elenco degli ingredienti.
Le fragranze sono una categoria molto ampia e possono essere problematiche per ragioni diverse dall’interferenza endocrina, per esempio per sensibilizzazione o irritazione cutanea. Per una donna over 50 con pelle più secca o sensibile, scegliere prodotti senza profumo può quindi avere senso soprattutto per ridurre il potenziale irritativo, e non per le sue interferenze endocrine.
PFAS e cosmetici: attenzione alle formule “long lasting”
Un’altra famiglia di sostanze da conoscere sono i PFAS, composti perfluoroalchilici e polifluoroalchilici. Sono sostanze estremamente numerose e con caratteristiche molto diverse; alcuni composti perfluorurati sono stati studiati per la loro persistenza ambientale e biologica e alcuni possono avere effetti sul sistema endocrino.
Nel settore cosmetico l’interesse riguarda soprattutto alcune formulazioni in cui vengono utilizzate proprietà come resistenza all’acqua, durata, texture ed effetto filmante. Non è però corretto sostenere che ogni cosmetico “waterproof” contenga PFAS. Per individuarli cercate nell’INCI ingredienti contenenti termini come perfluoro- o polyfluoro- e verificate il singolo ingrediente.
Ricordiamo anche i BHA e BHT, antiossidanti sintetici sospettati di attività endocrina, i siliconi e polimeri sintetici, bioaccumulabili, e i bisfenoli (BPA, BPS) presenti negli imballaggi, capaci di migrare al prodotto e con chiara attività endocrina. Come già detto, la questione non è un ingrediente isolato, ma la somma quotidiana di esposizioni.
Possiamo ridurre l’esposizione agli interferenti endocrini?
La maggior parte di queste sostanze è di origine sintetica, anche se alcune sostanze di origine naturale possono avere un’attività sul sistema ormonale, e sono presenti in molti più prodotti e ambienti di quanto vorremmo. Anche se evitarle completamente è praticamente impossibile, non si tratta di vivere con la paura, ma di adottare alcune semplici abitudini che possano aiutare a ridurre l’esposizione.
In generale potete prendere piccoli accorgimenti che si sommano nel tempo, senza stravolgere la vostra routine. Eccone alcuni:
- Evitate di riscaldare il cibo nella plastica (meglio vetro o acciaio).
- Arieggiate e togliete la polvere con frequenza.
- Prediligete acqua sicura in base alla vostra zona.
In cosmetica (dove abbiamo più controllo ogni giorno), scegliete formule senza interferenti endocrini e con ingredienti di cui conoscete l’origine e la funzione. Prediligete profumi naturali e senza ftalati (ricordate l’esempio della dicitura “parfum” che vi ho fatto in precedenza). Imparate a leggere le etichette prima di acquistare: l’INCI (elenco degli ingredienti) può diventare il vostro miglior alleato.
Come leggere un INCI in modo semplice
L’INCI è la lista internazionale degli ingredienti cosmetici, nonché il nostro strumento principale per capire cosa stiamo acquistando. Per leggerlo in maniera corretta non è necessario diventare chimiche, ma può essere sufficiente imparare alcune regole.
- Cercate l’ingrediente preciso – Non fermatevi alla categoria generica: “Paraben” non identifica una singola sostanza, “Fragrance” non identifica una singola molecola e “Benzophenone” non significa necessariamente che tutti i benzofenoni abbiano lo stesso profilo.
- Non confondete ingrediente naturale e ingrediente sicuro – “Naturale” non è sinonimo di “privo di effetti biologici”, anche una sostanza naturale può provocare allergie, irritazioni o avere attività biologica.
- Non confondete “chemical-free” con sicurezza – Dal punto di vista scientifico, praticamente ogni sostanza è una sostanza chimica, anche l’acqua. La verifica corretta da fare su ogni singola sostanza è a quale concentrazione è presente, con quale esposizione e con quale evidenza di rischio.
Se vi può aiutare ho pubblicato un articolo sui principali ingredienti che potete trovare nell’INCI, lo potete leggere cliccando QUI.
Donne over 50: quali cosmetici vanno eliminati?
Non esiste una ragione scientifica per eliminare indiscriminatamente tutti i cosmetici dopo i 50 anni. È invece ragionevole concentrarsi sui prodotti utilizzati tutti i giorni e più volte al giorno, su ampie superfici del corpo, senza risciacquo, sulle labbra, in forma spray, nella zona intima e contemporaneamente.
Questa strategia è più sensata rispetto alla ricerca ossessiva del singolo ingrediente, perché come abbiamo detto l’esposizione complessiva dipende dalla somma delle diverse fonti. Una crema viso utilizzata una volta al giorno ovviamente non equivale, in termini di esposizione, a una routine composta da detergente, tonico, siero, crema, fondotinta, primer, cipria, rossetto, profumo, deodorante e prodotti per capelli.
La “regola dei pochi prodotti”
Una routine minimalista può essere particolarmente utile, non perché “meno cosmetici = meno tossine” in senso assoluto, ma perché riduce il numero di esposizioni contemporanee e rende più semplice sapere cosa stiamo realmente utilizzando.
Una routine essenziale può comprendere al mattino una detersione delicata o, se la pelle è molto secca, può anche essere sufficiente usare semplicemente acqua. A seguire applicate un buon idratante, preferibilmente formulato per sostenere la barriera cutanea, e l’immancabile protezione solare, perché la fotoprotezione è fondamentale anche dopo i 50 anni. Alla sera usate sempre una detersione delicata, seguita da un trattamento mirato, se necessario, come ad esempio un siero antiage, e poi una crema idratante ricostituente della barriera cutanea. Come vedete non servono necessariamente tanti prodotti.
Quali ingredienti vanno bene?
Parlare soltanto di cosa evitare rischia di creare una skincare basata sulla paura. Per la pelle matura è altrettanto utile sapere cosa cercare. Tra gli ingredienti comunemente utilizzati per sostenere l’idratazione e la barriera cutanea troviamo la glicerina, l’acido ialuronico, le ceramidi, lo squalano, emollienti e lipidi fisiologici ed alcuni umettanti e occlusivi. Il tutto si può riassumere in un principio molto semplice: dopo i 50 anni non è necessario inseguire la crema con l’INCI più lungo; spesso è più importante scegliere una formula ben tollerata e coerente con le esigenze della propria pelle.
Per quanto riguarda i cosmetici antiage è bene fare un’ulteriore precisazione. L’invecchiamento cutaneo dopo la menopausa è influenzato da diversi fattori: età, esposizione solare, diminuzione degli estrogeni, genetica, stile di vita e ambiente. La diminuzione degli estrogeni è associata a cambiamenti della struttura cutanea, tra cui perdita di collagene, elasticità e idratazione.
Questo non significa che un cosmetico possa “ripristinare gli estrogeni”. E soprattutto non è consigliabile utilizzare prodotti contenenti ormoni o sostanze ad attività ormonale con l’obiettivo di trattare l’invecchiamento cutaneo senza il consiglio di un medico. La terapia ormonale della menopausa è una questione medica distinta dalla cosmesi.
10 strategie per ridurre l’esposizione agli interferenti endocrini
Ecco un elenco di azioni che potete mettere in pratica nella vita quotidiana a tutela della vostra salute.
- Riducete il numero di prodotti, non necessariamente la qualità – Una routine essenziale permette di diminuire il numero complessivo di esposizioni.
- Non utilizzate contemporaneamente troppi prodotti profumati – Crema profumata + deodorante profumato + profumo + spray per capelli + detergente profumato significa moltiplicare le esposizioni a numerose molecole odorose. Se la pelle è sensibile, scegliere prodotti senza profumo può essere la strategia migliore.
- Controllate soprattutto i prodotti leave-on – Una crema che rimane sulla pelle per molte ore merita maggiore attenzione rispetto a un detergente che viene risciacquato dopo pochi secondi. Non significa che il prodotto sia “pericoloso”, ma solo che la modalità d’uso è diversa.
- Controllate i prodotti labbra – Rossetti, balsami e gloss possono essere ingeriti in piccole quantità durante la giornata. Per questo, quando volete ridurre le esposizioni, i prodotti labbra sono una categoria importante da controllare.
- Non rinunciate alla protezione solare – Ridurre le sostanze di interesse endocrino non significa smettere di utilizzare la protezione solare. I danni dell’esposizione UV sono ben documentati e la fotoprotezione rimane una componente importante della prevenzione del fotoinvecchiamento e dei danni cutanei. La strategia migliore è scegliere un solare conforme alla normativa vigente e ben tollerato dalla propria pelle.
- Controllate l’INCI prima di acquistare – È molto più utile farlo prima dell’acquisto che cercare di interpretare un ingrediente dopo aver utilizzato il prodotto per mesi.
- Non fidatevi soltanto della scritta “clean” – “Clean”, “green”, “natural”, “bio” o “free from” sono termini di marketing che non sostituiscono una valutazione scientifica dell’intera formulazione.
- Non buttate automaticamente tutti i cosmetici che possedete – Prima controllate l’ingrediente preciso e il quadro normativo attuale. Le norme europee cambiano e un’informazione trovata online diversi anni fa può essere superata.
- Evitate i prodotti con indicazioni vaghe o dubbie – Soprattutto quando non è chiara la provenienza, la composizione o la conformità alla normativa europea.
- Quando avete una patologia o una terapia, chiedete al medico – Questo vale soprattutto per prodotti che dichiarano effetti ormonali, estrogenici, anti-menopausa o terapeutici. Un cosmetico non deve essere MAI utilizzato come sostituto di una terapia medica.
La conclusione per le donne over 50
Dopo i 50 anni prendersi cura della pelle significa anche imparare a selezionare meglio ciò che utilizziamo. La menopausa porta con sé cambiamenti reali della pelle: diminuzione di collagene ed elastina, maggiore secchezza e alterazioni della barriera cutanea. Ma questo non significa dover vivere con la paura dell’INCI.
La cosmetica non deve diventare una fonte di ansia. La strategia più ragionevole è la più semplice: meno prodotti inutili, più attenzione alla formulazione, lettura dell’INCI, scelta di prodotti conformi alla normativa europea e fotoprotezione quotidiana. E soprattutto, ricordare che non tutte le sostanze sospettate di avere attività endocrina sono pericolose alle concentrazioni utilizzate nei cosmetici, e non tutti gli ingredienti che vengono discussi online sono vietati.
La scienza procede attraverso valutazioni continue. Le autorità europee aggiornano le restrizioni quando emergono nuove evidenze e questo significa che anche il nostro modo di scegliere i cosmetici può diventare più consapevole. Non serve eliminare tutto, serve solo sapere cosa stiamo scegliendo e perché.

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